

| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
|---|---|---|---|---|
| 50mg | 360 compresse | €0,59 | €235,88 €212,29 Miglior prezzo | |
| 50mg | 180 compresse | €0,63 | €125,21 €112,69 | |
| 50mg | 120 compresse | €0,67 | €88,81 €79,93 | |
| 50mg | 90 compresse | €0,72 | €72,79 €65,51 | |
| 50mg | 60 compresse | €0,80 | €53,86 €48,48 | |
| 50mg | 30 compresse | €0,81 | €27,65 €24,89 | |
| 50mg | 10 compresse | €1,01 | €11,63 €10,47 | |
| 100mg | 360 compresse | €0,69 | €279,56 €251,61 Popolare | |
| 100mg | 180 compresse | €0,73 | €147,06 €132,35 | |
| 100mg | 120 compresse | €0,81 | €107,74 €96,97 | |
| 100mg | 90 compresse | €0,89 | €88,81 €79,93 | |
| 100mg | 60 compresse | €1,00 | €66,97 €60,27 | |
| 100mg | 30 compresse | €1,23 | €40,76 €36,68 |
Diclofenac è un farmaco antiinfiammatorio non steroideo (FANS) appartenente alla classe dei derivati fenilacetici; agisce inibendo la sintesi delle prostaglandine mediante inibizione delle cycloossigenasi COX-1 e COX-2 e ha come uso primario il sollievo da dolore e infiammazione nelle condizioni osteoarticolari, traumatiche e muscolo-scheletriche.
È disponibile in diverse formulazioni sistemiche e locali, tra cui compresse e sospensioni orali, supposte, formulazioni topiche (gel o creme) e, in ambito ospedaliero, via endovenosa o intramuscolo. L’impiego si adatta al profilo clinico del paziente: sollievo del dolore acuto postoperatorio, dolore muscoloscheletrico persistente e gestione sintomatica di patologie infiammatorie croniche. Le formulazioni topiche riducono l’esposizione sistemica rispetto a quelle orali, offrendo benefici locali con minori effetti gastrointestinali sistemici in alcuni contesti.
Le indicazioni principali comprendono: osteoartrite, artrite reumatoide e spondilite anchilosante, dove il sollievo del dolore, la riduzione dell’infiammazione e il miglioramento della funzione articolare sono obiettivi chiave; nelle condizioni acute di dolore infiammatorio, incluso dolore postoperatorio, dolore dentale e traumi muscoloscheletrici. In ambito ginecologico, è utile per la dysmenorrhoea moderata-severa come trattamento sintomatico.
In condizioni non ortopediche, Diclofenac può essere impiegato per dolori migrainosi acuti in associazione a terapie appropriate, oppure per febbre moderata dove altri antipiretici non siano indicati. In medicina sportiva e riabilitativa, la formulazione topica è spesso preferita per gestire tendinopatie, borsiti e lombalgie localizzate, offrendo sollievo mirato con minori rischi sistemici. L’uso pediatrici richiede attenzione alle indicazioni specifiche del prodotto e alle età minime approvate; l’impiego dev’essere guidato dal medico in base al peso, all’età e alla gravità del disturbo.
Per la gestione del dolore cronico, la scelta tra formulazioni orali e topiche dipende dal profilo di rischio individuale (storia di ulcera peptica, patologie renali o epatiche, rischio cardiovascolare) e dalla risposta clinica al trattamento. In ogni contesto, la terapia va personalizzata e monitorata nel tempo, con attenzione agli eventuali segni di tossicità gastrointestinale o renale e alla necessità di integrazioni o cambi di regime.
Il Diclofenac esercita il suo effetto farmacologico principalmente inibendo la COX-1 e la COX-2, enzimi chiave della via biosintetica delle prostaglandine, mediando sia l’infiammazione sia la percezione del dolore. La riduzione della produzione di prostaglandine irritanti migliora la dolenzia, la tumefazione e la rigidità articolare, contribuendo a un miglioramento della funzione articolare e del confort quotidiano.
Oltre all’azione centrale sull’infiammazione, Diclofenac può modulare la sensibilità delle terminazioni nervose periferiche ai mediatori dell’infiammazione. L’effetto antipiretico è attribuibile all’abbassamento della produzione di prostaglandine nel centro ipotalamico, con conseguente regolazione della temperatura corporea nelle situazioni di febbre.
Gli effetti avversi più frequenti riguardano il tratto gastrointestinale (dispepsia, dolore epigastrico, gastrite, nausea) e, meno comunemente, la comparsa di ulcere o sanguinamento gastrointestinale in soggetti ad alto rischio. L’uso prolungato o ad alte dosi aumenta tale rischio e può essere associato a complicanze renali o ipertensione. Effetti centrali quali mal di testa, vertigini o ronzio nelle orecchie sono meno comuni ma riportati.
Alterazioni epatiche o renali possono verificarsi soprattutto in pazienti con condizioni di base o concomitanti terapi. L’uso di Diclofenac è associato a un aumentato rischio di eventi avversi cardiovascolari, inclusi edema, ipertensione e, in rari casi, insufficienza cardiaca; questi rischi sono aumentati con dosi elevate e uso prolungato. Reazioni cutanee gravi possono verificarsi, sebbene rare, e includono rash, eritema e fotosensibilità; l’ipersensibilità è possibile in soggetti con precedente reazione ad altri FANS.
Nei confronti di popolazioni particolari e durante la gravidanza, l’automedicazione va evitata: infatti, l’uso di Diclofenac è generalmente controindicato nel terzo trimestre e va attentamente valutato in gravidanza e durante l’allattamento. L’uso concomitante con anticoagulanti o altri FANS può aumentare il rischio di sanguinamento o ulcerazione gastrointestinale e richiede sorveglianza clinica. Le formulazioni topiche riducono l’esposizione sistemica e possono offrire un profilo di sicurezza inferiore in termini di eventi GI, ma possono determinare reazioni locali della pelle, quali eritema o prurito, soprattutto in soggetti con papule o irritazioni cutanee pregresse.
Nell’anziano, il profilo di rischio è accentuato dai potenziali effetti avversi gastrointestinali, renali e cardiovascolari. Le dosi devono essere prescritte con cautela e la durata della terapia va mantenuta al minimo efficace; valutazioni periodiche di funzione renale ed epatica possono essere indicate in caso di uso prolungato.
In pazienti con insufficienza renale o epatica, o con storia di ulcerazione peptica, Diclofenac deve essere usato con estrema cautela o evitato, secondo le indicazioni cliniche. Le interazioni farmacologiche includono aumentato rischio di sanguinamento con anticoagulanti, potenziamento degli effetti nefrotossici con diuretici e possibile interferenza con la clearance di litio o metotrexato; pertanto è necessaria una rivalutazione del profilo terapeutico in presenza di tali terapie concomitanti.
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