| Dosaggio | Confezione | Prezzo per dose | Prezzo | |
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| 150mg | 180 compresse | €1,42 |
€320,09
€256,08
Miglior prezzo
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| 150mg | 120 compresse | €1,54 |
€230,53
€184,42
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| 150mg | 90 compresse | €1,67 |
€187,41
€149,92
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| 150mg | 60 compresse | €1,82 |
€135,99
€108,79
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| 150mg | 30 compresse | €2,11 |
€79,60
€63,68
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| 150mg | 10 compresse | €2,71 |
€33,16
€26,52
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| 300mg | 180 compresse | €2,44 |
€548,98
€439,19
Popolare
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| 300mg | 120 compresse | €2,59 |
€388,10
€310,48
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| 300mg | 90 compresse | €2,79 |
€313,46
€250,77
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| 300mg | 60 compresse | €3,05 |
€228,87
€183,10
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| 300mg | 30 compresse | €3,45 |
€129,35
€103,48
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| 300mg | 10 compresse | €4,11 |
€51,40
€41,12
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In pazienti affetti da ipertensione arteriosa, i sintomi possono includere mal di testa ricorrente, vertigini, affaticamento e una pressione sanguigna elevata che, se non controllata, espone a rischi di danni al cuore, ai reni e al cervello. In contesti come la nefropatia diabetica di tipo 2, i sintomi legati all’eccesso di proteine nelle urine possono accompagnarsi a un quadro di deterioramento renale. Irbesartan è un farmaco della classe degli antagonisti del recettore dell’angiotensina II (ARB) che agisce bloccando l’azione di una molecola chiave della vasocostrizione. L’effetto combinato è una migliore elasticità dei vasi e una pressione arteriosa più stabile, con potenziali benefici per la funzione renale in particolari condizioni.
Così operando, Irbesartan rientra tra i trattamenti utilizzati per ridurre la pressione arteriosa in modo mirato e può offrire protezione renale in diabete di tipo 2 con nefropatia. Il principio attivo è disponibile in compresse di diverse dosi, da assumere secondo le indicazioni mediche, in combinazione con una dieta salutare e, se necessario, con altre terapie antihipertensive.
Irbesartan è un principio attivo che blocca i recettori AT1 dell’angiotensina II, impedendo la vasocostrizione indotta da questa molecola. Questo meccanismo favorisce una riduzione della pressione arteriosa e una migliore perfusione degli organi bersaglio. L’azione è generalmente ben tollerata, con effetti indesiderati che, se presenti, tendono a comparire inizialmente e a variare tra pazienti.
Come altri ARB, Irbesartan è progettato per offrire una gestione prolungata della pressione, con effetti principali che emergono nel corso di settimane di trattamento. La farmacologia suggerisce un profilo di sicurezza favorevole, anche se la tollerabilità può dipendere da fattori individuali quali funzione renale, stato idrico ed equilibrio elettrolitico. L’uso va sempre guidato dal medico, che può valutare la necessità di monitoraggio laboratoristico periodico dopo l’inizio della terapia.
La indicazione principale è l’ipertensione arteriosa: l’uso di Irbesartan aiuta a controllare la pressione e a ridurre il carico sul sistema cardiovascolare. Nella diabetologia, l’associazione con nefropatia diabetica in pazienti di tipo 2 e presenza di albuminuria può rallentare la progressione della malattia renale, offrendo una protezione utile ai reni nel contesto di una gestione globale del diabete.
Irbesartan può essere prescritto anche in condizioni in cui è importante ridurre il rischio di eventi cardiovascolari associati all’ipertensione, sempre sotto sorveglianza medica. Non è indicato per il trattamento acuto di condizioni emergency, né sostituisce altre terapie necessarie per patologie diverse dall’ipertensione. La posologia e la durata del trattamento sono stabilite dal medico in base all’età, allo stato di salute generale e ad altre terapie in corso.
Controindicazioni principali: Ipersensibilità nota al principio attivo o ad altri componenti del farmaco; gravidanza e allattamento sono condizioni in quanto l’ARB può causare danni fetali e neonatali gravi. In caso di gravidanza, interrompere immediatamente l’assunzione e consultare il medico.
Precauzioni chiave includono la possibilità di ipotensione sintomatica in presenza di disidratazione o uso concomitante di diuretici. In tali situazioni è consigliabile correggere l’idratazione e monitorare la pressione prima di riprendere o aumentare la dose. È importante monitorare i livelli di potassio e di creatinina, specialmente in pazienti con funzione renale compromessa o predisposizione all’iperkalemia.
In pazienti con stenosi dell’arteria renale bilaterale o con funzione renale già compromessa, l’uso di Irbesartan deve essere gestito con cautela; può verificarsi un peggioramento della funzione renale, soprattutto in condizioni di disidratazione o ipotensione. L’impiego può richiedere aggiustamenti di dosaggio o periodici controlli laboratoristici.
In relazione al fegato, l’uso va monitorato in caso di malattie epatiche preesistenti poiché è possibile, seppur raramente, una modesta alterazione degli enzimi epatici. Nei soggetti anziani la risposta può includere una maggiore suscettibilità a ipotensione e vertigini; pertanto è utile evitare cambi repidi di posizione e mantenere l’idratazione adeguata. Non è consigliato associare Irbesartan con aliskiren in diabetici o pazienti con insufficienza renale, né combinarlo regolarmente con altri ACE-inibitori o ARB, a meno di indicazione esplicita del medico.
Molto comuni (≥1/10): capogiri o vertigini, stanchezza, mal di testa. Questi sintomi compaiono spesso all’inizio della terapia e tendono a rientrare con l’adattamento del corpo al farmaco.
Comuni (≥1/100 a <1/10): nausea, diarrea, sintomi respiratori moderati come rinite o mal di gola, dolore addominale. L’iperkaliemia può manifestarsi asintomatica o con sintomi lievi quali fatica o battito irregolare; controlli di laboratorio sono consigliati se presente rischio.
Non comuni (≥1/1000 a <1/100): ipotensione sintomatica, soprattutto in presenza di disidratazione o uso combinato di altri antipertensivi. Dolori muscolari o al rachide sono stati riportati da alcuni pazienti.
Rari (≥1/10000): angioedema (rigidità della gola, difficoltà respiratoria) più frequente in soggetti con determinate predisposizioni genetiche; alterazioni della funzione renale acuta in contesti predisposti; ittero o elevazioni transitorie degli enzimi epatici in rari casi clinici particolari.
Molto rari: reazioni allergiche gravi con sintomi diffusi come eruzione cutanea estesa, prurito intenso o dispnea, che richiedono immediata assistenza medica.
Con diuretici, specialmente quelli risparmiatori di potassio o livelli di sodio bassi, l’effetto antipertensivo può intensificarsi e aumentare il rischio di ipotensione. L’uso concomitante di farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) può ridurre l’efficacia antihipertensiva e, in alcuni casi, compromettere la funzione renale, soprattutto in pazienti ipovolemici.
La combinazione con litio può aumentare i livelli ematici di litio e potenzialmente provocare tossicità; monitorare i livelli e gli effetti neurologici è utile durante la co-somministrazione.
Non è consigliato l’uso con aliskiren in pazienti diabetici o con insufficienza renale o con ipertensione grave, poiché può aumentare i rischi di iperkaliemia, ipotensione e insufficienza renale. L’associazione con altri inibitori del sistema renina-angiotensina potrebbe non offrire benefici aggiuntivi e può esporre a rischi.
Si raccomanda di evitare integratori o pasti ad alto contenuto di potassio senza consultare il medico, poiché possono aumentare il rischio di iperkaliemia. Qualsiasi cambiamento di terapia deve essere sempre supervisionato da un professionista sanitario, che valuterà la necessità di monitoraggi periodici di potassio, creatinina e altri parametri laboratoristici. Il medico può regolare posologia o interrompere temporaneamente il trattamento in caso di eventi avversi o di alterazioni funzionali significative.
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